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le opere premiate nella sezione fotografia

3 Edizione del Premio d'Arti Faustino Onnis
LE OPERE PREMIATE NELLA SEZIONE FOTOGRAFIA

Luciana Onnis • 18 giugno 2016

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17-18 Giugno 2016 Selargius Biblioteca comunale 

PRIMO PREMIO a Daniele Pischedda con la fotografia intitolata “Il Sogno” 


Motivazioni: L'autore ha saputo sintetizzare magistralmente la forza narrativa del contenuto, pienamente centrato sul tema richiesto, e l'equilibrio estetico della composizione. Il bianco e nero, a dimostrazione dell'ottimo livello tecnico raggiunto, potenzia la portata del messaggio che si condensa in uno scatto da reportage costringendo lo spettatore a riflessioni di natura sociale, politica e culturale.

Immersa in una società bulimica occidentale che tutto consuma istantaneamente, la figura statuaria del protagonista, di ascendenza donatelliana, assume una portata epica di eroe contemporaneo che vive le sue tragedie quotidiane e lotta per la sopravvivenza in un ambiente popolato da personaggi acefali senza anima.

 

SECONDO PREMIO a Tiziano Demuro per il trittico: “Verso l’infinito”,“Sognando domani”,“Guardando al futuro”

Motivazione: Nella forza poetica e nella leggerezza del racconto vivono perfettamente i temi affrontati dall'artista che sembrano parlare di infanzia negata attraverso elementi simbolici e metaforici. La luce e i colori tenui degli scatti, legati da una sequenza narrativa che si arricchisce di ritmi sapientemente variati, contribuiscono a rendere questi lavori straordinariamente capaci di legare i ricordi individuali all'universalità del tema trattato.

 

TERZO PREMIO a Marcello Nocera con la fotografia “Percorso”
Motivazione: La ricerca dell'artista si concentra sul senso di solitudine che accomuna l'uomo privato di un contesto solidale incapace ormai di comunicare con i suoi simili. Siamo tutti destinati ad essere ombre che vagano tra architetture silenziose, ognuno con la propria storia, in una composizione che converge lo sguardo verso la figura nonostante il rapporto tra l'uomo e il contesto sia fortemente sbilanciato a favore di quest'ultimo. La vera solitudine, scrisse Pirandello, è in un luogo che vive per sé e che per voi non ha traccia né voce, e dove dunque l'estraneo siete voi.